venerdì 17 ottobre 2014

#AppleEvent October2014 si aggiudica il premio infografica dell'anno

Dire infografica nell'era dei social probabilmente significa smettere immediatamente di parlare e lasciare spazio alla forza delle immagini che, attraverso strane magie e misteriosi incantesimi, non solo attraggono l'attenzione immediatamente ma lasciano bene impresso il senso di ciò che devono comunicare.

Ieri sera, come di consueto alle 19:00 ora italiana, si è tenuto l'ultimo Apple Event del 2014 durante il quale la mela morsicchiata di Cupertino ha presentato la line up al completo di quest'anno.

Non intendo certo parlare dei prodotti in questo post ma puntare l'attenzione su una sola potentissima cosa sulla quale spero tutti concordino circa la maestosità:




Per tutto il Keynote infatti, questa splendida infografica è stata alle spalle degli speaker che si alternavano sul palco, giocandoci e citandola vicendevolmente. 

Racchiude molto significato ed è certamente un'immagine che parla da sé, richiama l'idea di spinta dei prodotti che Apple ha presentato in questo evento - cioè tutti per il 2014; e rimanda all'evoluzione e al concetto di continuity che a più riprese è stato presentato.

Queste sono solo alcune delle immagini che mi ha richiamato immediatamente questa immagine che, a prescindere da schieramenti dati da amore/odio nei confronti di Cupertino, c'è da ammetterlo: pochi come Apple sanno fare branding così.

giovedì 16 ottobre 2014

Fiat 500 X:ci pensa il viagra a farle pubblicità.

Al Salone Mondiale dell'auto di Parigi, quest'anno, c'era anche lei, la nuova Fiat 500X: la cosiddetta auto che non c'era. 

Molti l'hanno definita come il rivale diretto della Mini Crossover ma con delle linea tanto morbide quanto accattivanti che la renderebbero anche una più che degna citycar. 
Certamente ci sarebbe da dire tanto sulla sua linea, la tecnologia installata di serie e tutte le specifiche tecniche del nuovo restyle del più classico dei classici ma... ecco diciamo che non siamo proprio nel luogo ne tantomeno con la persona giusta a poterlo fare. 


Ciò che ci interessa qui è il: ma come diavolo faranno a venderla?

Bhé, per vendere il più classico dei classici in versione X(xx), hanno richiamato a loro volta il più classico dei classici degli stereotipi: il beneamato viagra.

Con uno spot di più di un minuto, che si srotola tra le stradine dissestate di un paesotto tipicamente italiano, l'italiana (auto) per eccellenza si fa bigger rimanere all'altezza della sua italianità.

Ecco lo spot. 



Magari l'auto non sarà un granché e gli addetti ai lavori la odieranno o la ameranno - solo loro possono dirlo - ma lo spot è notevole e la 500 in versione blue pill

bigger, more powerful and ready for action!

domenica 12 ottobre 2014

Come dimagrire parlando di Gamification: niente Nike+, basta scriverci su una tesi di laurea!

Come faccio a definire l'origine teorica dei processi di gamification marketing
Sono poi effettivamente dei processi o, come mi piacerebbe davvero dimostrare nella mia tesi di laurea magistrale, sono più che altro delle attitudini che entrano in gioco nel momento in cui si azionano le giuste leve? ...Quali?
E davanti a questi interrogativi che mi tolgono sonno e appetito, fino a che punto è giusto associare il co-creative marketing ai fantomatici "processi" di gamification?

Sto tentando di sviluppare la mia idea spinto da un grandioso spirito pro-attivo: la laurea magistrale! Ho tantissima voglia di laurearmi ma ho altrettanto voglia di indagare per bene questo argomento che mi frulla in testa da un po' e che, in un modo o in un altro mi torna sempre fra i piedi.

Sono tanti gli studi e sono tante le applicazioni, ma a questo punto la domanda vera è: fino a che punto la semiotica e fino a che punto i game studies
E non con questi due mezzi con cosa allora?

Quindi, tra libri, appunti, scartoffie e internet torno a lui, Espen Aarseth, The Narrative Theory of Games che mi riporta ad interrogarmi sulla narratività dei processi che voglio analizzare e a verificare se effettivamente, parlando di co-creation e gamification marketing si stia parlando di narratività o di semplice attitudine al gioco data dall'alto livello di interattività che queste "azioni" presentano.


domenica 21 settembre 2014

Share a Tuborg: la birra social

Ne avevo già sentito parlare, avevo visto lo spot in Tv e, probabilmente, avevo perfino detto: "figo! Anche Tuborg si unisce a Coca-cola". Poi ieri al supermercato l'ho vista, la tanto pubblicizzata bottiglia con il classico tappo a strappo ma un tantino diversi rispetto al solito: colorati, attrattivi e altamente social.

Ovviamente l'iniziativa non può non ricordare la tanto acclamata campagna Coca-cola "Share a Coke with..." che ha interessato moltissimi paesi con iniziative social e adv virale applicato a ogni singolo caso nazionale.
Ne avevo discusso abbastanza approfonditamente in questo lavoro, in cui analizzo la campagna italiana Condividi una Coca-cola da un punto di vista semiotico, in cui il marketing che l'ha accompagnata ha giocato un ruolo fondamentale nella sua riuscita internazionale. 

L'iniziativa di Tuborg è un'attività davvero interessante poiché rappresenta l'applicazione di una call to action in cui il consumatore non è invitato a fare nulla di direttamente pratico e applicabile, ma semplicemente partecipare al concorso a premi sulla pagina facebook dell'iniziativa e giocare con i tanto originali tappi Tuborg.

L'attività in generale è stata molto interessante ma, probabilmente poco applicabile a una campagna in cui l'interazione con l'utente diventa interattiva. Potenzialmente ha molto da rappresentare, quindi mi aspetterei un incremento dell'attività di marketing per applicazioni un tantino più spinte!


venerdì 19 settembre 2014

La Scozia dice no all'indipendenza e i social impazzano

Essere o meno dalla parte della libertà, a quanto pare, sembra essere un'opinione stranamente opinabile. 
Diventa quasi stereotipo il dire "la Scozia ha detto no alla libertà" ma è davvero così?

Twitter impazza e l'hashtag #Scozia finisce al primo posto delle tendenze in Italia. A seguire il cancelletto c'è però una più o meno inaspettata critica alla libertà, che lascia un po' interdetti coloro i quali usano lo strano parolone per comizi stereotipati online e offline.

La riflessione, a quanto dire dal click su #Scozia sembrerebbe aprire le porte ad una conversazione circa estremismi polemici sul rifiuto della libertà anche davanti alla possibilità di sceglierla. 

Da qui l'Italia dovrebbe imparare esattamente cosa?

Il valore del voto è cosa preziosa e il mondo social questa cosa l'ha capita bene e, con la più o meno democrazia che lo contraddistingue, veicola il veicolabile: sta a noi sceglierlo con cura.


lunedì 1 settembre 2014

Brunori Sas - Vol.1 (2009) - Come batte perfettamente i 5.5

Non è che lo ami, lo ammiri come conterraneo sperando che dia alla Calabria la giusta immagine o sappia a memoria le sue canzoni: diciamo piuttosto che di Brunori Sas non è che me ne freghi più di tanto!... però un post glielo voglio proprio dedicare!

Dario Brunori è guardiolo DOP e canta quel suo blues/folk che non è mai del tutto chiaro se lo abbia scritto dopo un pranzo ara Sila o durante un trip che lo accompagna meravigliosamente da tutta una vita. Ciò che conta è che, quando prende la chitarra, i suoi nanana iniziano a farti sgolare come quando, ubriaco d'estate fai mattino sulla spiaggia a suon di Peroni e tabacco su chissà quale spiaggia di chissà quale paese di una costa a caso della Calabria.

Ieri, dopo averlo evitato a lungo, ho caricato i suoi album sul mio iPod per ascoltarli durante una bella 10Km della domenica, con molto scetticismo per l'andamento lento che mi avrebbero portato a correre le sue cantilene. 

E invece... Grandissimo risultato! Ho scoperto un Brunori Sas che, sebbene non sia esattamente tra i miei gusti, mi ha dato spinta, simpatia, bellezza, semplicità e tanto ritmo. 

Con Brunori nelle cuffie ho scoperto di apprezzare davvero tanto il primo disco del 2009, un lavoro molto intimo ed estremamente personale che parte e torna a Dario, spaziando tra remore adolescenziali, amori passati e futuri e carriere deviate dalla retta via per andare a finire alla musica.
Nulla da voler aggiungere alla più che cantata Guardia '82 nonché alla bellissima Come stai ma tanto amore nei confronti della nostalgica Nanà e del pugile che non cade a suon di botte ma continua a cantare per tutto il resto del disco. 

Tantissima voglia di digerire per bene anche gli altri due lavori che certamente meritano anche loro attenzione e voglia di cantarli! 

Quindi, Dario Brunori, con la tuamusica nelle cuffie, a dispetto di ogni preconcetto, ho fatto un grande allenamento tra i tanti ricordi che mi hai portato alla mente, quindi grazie e finisci direttamente nei miei top 3 del momento!

All'inizio di Twitter: il flusso canalizzatore



Come ogni azione pianificata per il web, che vada dalla gestione del proprio profilo per svago o passatempo al personal branding come pratica quotidiana, la presenza sui social è fondamentale e si fa di vitale importanza man mano che la presenza online si fa professionale. 


Oggi introduco il mio blog nel flusso di Twitter e, a dire il vero, ho molta ansia! 
Il flusso che Twitter offre è fiume costante di dati che impressiona per la sua mole; al contempo però è un flusso di dati vitale alla sopravvivenza sul web che permette di fare da cassa di risonanza ai contenuti prodotti.

Michel Foucault nel suo L'ordine del discorso parla dell'ingresso del parlante nel flusso della comunicazione come un'azione, una performance a tutti gli effetti che deve essere intrapresa e portata a compimento ed io, in questo post un po' distratto, voglio paragonare l'ingresso nel flusso di Twitter a questo discorso da dover intraprendere per continuare a far parte della comunicazione. 

Evito quindi il tweet di default che mi suggerisce di cinguettare il mio ingresso nel network ma gli dedico tutto un post.

Ora l'ansia è passata e inizia a prendere posto la curiosità di sapere cosa mi offrirà il cinguettio azzurro!

Vedremo... Buon primo settembre a tutti da #ilmioprimoTweet